venerdì, Aprile 4, 2025
spot_img
HomeGli ArticoliI Maghi Merlino che scoprono “la patata lessa”

I Maghi Merlino che scoprono “la patata lessa”

Di fronte alle grida d’allarme suscitate dall’esplosione dei prezzi delle materie prime, fenomeno ampiamente prevedibile e previsto, ciò che più stupisce è lo stupore, specie quello dei politici italiani

Gli economisti, i sociologi, i politici di tutto il mondo si stropicciano gli occhi ed hanno esclamazioni di stupore per l’esplosione dei prezzi delle materie prime, soprattutto delle derrate alimentari: grano, mais, soia, latte, ecc. Grande sorpresa nel mondo scientifico e politico, e tentativi più o meno improvvisati di spiegare il fenomeno. I grandi organismi internazionali, come FAO e IFAD, formulano piani d’intervento e denunciano la speculazione.Francamente lo stupore sta nello scoprire tanti stupefatti e tanti sorpresi. I più patetici sono i politici meno rozzi, quelli con elevate caratteristiche culturali, quelli molto impegnati, da sempre, nel fare l’interesse del prossimo e dell’umanità sofferente. Quei politici, cioè, che hanno auspicato interventi per l’eliminazione della “fame nel mondo”, i fautori degli aiuti umanitari. Battaglie sacrosante, principi inconfutabili, ma è altrettanto vero che questo buonismo a buon mercato ha mostrato tutta la propria incoerenza e insensatezza.

Infatti, mentre da un lato si auspicava l’emancipazione dell’80% della popolazione mondiale dalla fame e dal sottosviluppo, nello stesso tempo, nei Paesi sviluppati, si spingeva verso la dismissione delle colture dei cereali, l’abbattimento delle stalle con l’introduzione delle quote latte, e così via. In Italia, al solito, siamo stati i primi della classe, perseguendo e multando tutti i trasgressori. Quanta miopia e quanta ignoranza: nessun politico fautore della linea di riduzione delle produzioni agricole ha neppure lontanamente immaginato quali scenari avrebbero potuto prospettarsi.

Un Paese in ritardo su tutto

Si prenda il prezzo del petrolio, che sta esplodendo (circa 120 dollari al barile, e c’è chi parla di una tendenza ad almeno 150): attualmente in America il consumo di petrolio è pari a 26 barili pro capite annui e in Europa a 13, mentre un cinese consuma meno di 2 barili e altre popolazioni ancora meno. Quando e in quanto tempo un cinese consumerà come un americano non è dato dirlo, ma è certo che la tendenza è questa, e che essa manterrà, comunque, in tensione la domanda e quindi i prezzi. Ed è così per tutto, per il riso, per il mais, per il latte, ecc. D’altra parte, si può seriamente pensare ad uno scenario in cui le quotazioni dei beni primari sono tenute basse perché la maggior parte della popolazione mondiale non consuma e vive a scartamento ridotto? Certamente no. Siamo un Paese che mette continuamente toppe e rincorre sempre gli eventi, siamo sempre in ritardo su tutto, dalle infrastrutture (che quando sono ultimate sono già superate) ai provvedimenti normativi che, di solito, servono a chiudere le famose stalle quando i buoi sono usciti da un pezzo. Ma stavolta ci troviamo di fronte a una svolta epocale: o saremo in grado di capire il futuro, o saremo ridimensionati nel nostro stile di vita. Viva Merlino, che aveva scoperto la patata lessa ma non lo sapeva.

 

Articolo pubblicato su Professione Dirigente, periodico Federmanager Roman. 21/Maggio 2008

 

Altri Articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultimi Articoli